La femminilità conturbante di Luca Guadagnino, da antichi misteri a colti riferimenti cinematografici

Suspiria, ultima opera di Luca Guadagnino, sarà in sala a partire dal 1° gennaio. Un’attesa spasmodica, quella suscitata dal regista palermitano, che è stato in grado di proporre una sua personale rielaborazione del capolavoro dell’horror firmato da Dario Argento.

Dolore e morte al femminile

Nel realizzare il suo Suspiria, Dario Argento ha attinto dall’opera di Thomas de Quincey Suspiria de profundis, pubblicato nel 1845. Al centro della narrazione si ergeva misteriosa, inquietante e mortifera una Femminilità ben lontana dallo stereotipo della figura angelicata, custode della sacralità del focolare domestico. Erano infatti tre le figure – mitiche e archetipiche – più inquietanti descritte nel romanzo, le famigerate “Signore del Dolore”: Mater Suspiriorum, Mater Lacrimarum e Mater Tenebrarum. Tre donne sinonimo di morte, follia, disperazione e sconforto. Tre declinazioni materne del male e del dolore nel mondo, da sempre presenti sulla terra.

Maternità oscura

Il Suspiria di Guadagnino problematizza il significato della figura materna, collegandolo alla libertà di scelta e cercando di sovvertire uno stereotipo: «Il tema è il concetto della madre terribile, che si oppone alla visione della mamma cui viene rigettata la possibilità di essere crudele».

Un male, quindi, incarnato, che dalle pagine di un antico romanzo si concretizza in personaggi femminili inquietanti e tutt’altro che rassicuranti: «Il film rigetta la visione per cui la mamma è come una santa», ha affermato il regista. Non a caso Guadagnino, fine descrittore dell’universo femminile, ha deciso di ambientare la storia nella Germania di fine anni ‘70, esattamente nel momento in cui la ribellione femminista faceva sentire con forza la sua voce.

I riferimenti colti di Guadagnino

Nell’arco della sua filmografia, Guadagnino ha dimostrato di saper cogliere il lato oscuro e più intimo dei suoi personaggi femminili, sempre poliedrici, sfaccettati e talvolta conturbanti. Eppure tutte le attrici che hanno lavorato con lui sul set di Suspiria, cominciando da Tilda Swinton fino alle giovani Chloë Grace Moretz e Dakota Johnson, gli hanno riconosciuto una straordinaria delicatezza e savoir faire, tanto da indicarlo come uno dei registi in grado di lavorare meglio con le donne, capace di metterle a proprio agio anche in presenza di personaggi e storie inquietanti.

La vibrante passione e l’estrema precisione nel tratteggiare l’universo femminile, nonché la rinomata maestria nel comporre ritratti di donne complici ed indipendenti, forti e talvolta spietate, ricorda il grande regista tedesco Rainer Werner Fassbinder. Maestro di una femminilità forte e al tempo stesso turbata, Guadagnino ha avuto modo di omaggiarlo:«Le sue donne non sono mai vittime, ma personaggi che mettono in movimento un gioco di crudeltà, mai schiacciate».

Luca Guadagnino ti aspetta al cinema dal 1° gennaio con la sua rivisitazione di Suspiria: mistero, femminilità, maternità e crudeltà si mescolano in una poetica femminile di rara bellezza.

2018-12-12T12:41:01+00:00
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