Non chiamatelo remake. Luca Guadagnino sulla sua rivisitazione di ​Suspiria

Il 2019 è iniziato con l’arrivo in sala dell’ultima, attesissima opera di Luca Guadagnino, Suspiria, personale omaggio del regista palermitano all’omonima pellicola del maestro dell’horror Dario Argento.

Folgorazione sulla via di…Suspiria!

Per un regista che nei propri film ha sempre messo in risalto la giovinezza e i suoi turbamenti, non sorprende che l’ispirazione per la sua versione di Suspiria risalga proprio all’adolescenza. Luca Guadagnino aveva sei anni quando il Suspiria di Dario Argento uscì nelle sale: «Ricordo ancora l’atmosfera politica che si avverte chiaramente nel film di Argento, per fatti come il rapimento di Moro e soprattutto tutta la violenza che si respirava».

Il giovane Luca aveva appena undici anni quando notò il poster del capolavoro di Argento, e ne aveva soltanto quattordici quando, ammirandolo in sala, ne rimase folgorato: «Fu uno shock fortissimo. Mi colpì enormemente, e cominciai da subito a pensare di realizzarne una mia versione, un giorno. Ero soltanto un ragazzo, ma quel film mi ha reso quello che sono. Suspiria è il sogno di megalomania adolescenziale più nitido che abbia mai fatto. Ne ero ossessionato».

Non chiamatalo remake!

Ai cultori del genere horror, che temevano un atto di lesa maestà nei confronti dell’opera di Argento, Guadagnino ha risposto con il consueto coraggio, registico e personale. «Il cinema è il figlio di chi lo fa, e quindi tra i due film ci sono delle differenze. Il film di Dario grondava una tensione che era propria di quel periodo, noi invece abbiamo realizzato un’opera più controllata, maggiormente in linea con i nostri tempi».

E se il film presentato in anteprima a Venezia ’75 si discosta in maniera sostanziale dall’originale, ciò è dovuto proprio al fatto di non aver voluto realizzare un remake. «Il mio Suspiria andrà in direzioni diverse, esplorerà altre motivazioni. La stessa parola “remake” sembra suggerire la volontà di cancellare la versione precedente, ma questo è l’esatto opposto di quello che desideravamo fare!».

Antiche e nuove paure

Ma come accostarsi ad un capolavoro? Nel realizzare la sua personale rivisitazione di Suspiria, il regista palermitano ha attinto a piene mani proprio dai suoi ricordi giovanili, girando un’opera che è un omaggio all’indescrivibile emozione che gli suscitò la prima visione del film di Argento.

L’obiettivo è uno solo: ricreare un’antica, autentica, estrema sensazione di paura. La politica, il ricordo, la colpa, la violenza: i temi del nuovo Suspiria hanno permesso a Guadagnino di mantenere la forma di Dario Argento, attualizzandola con moderni ed inquietanti contenuti.

Curioso di scoprire il risultato di questo lungo lavoro? Cerca la sala più vicina e non mancare all’appuntamento al cinema con Suspiria!

2019-01-03T15:19:25+00:00
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