Tre passi di danza nell’horror. Il balletto nel cinema dell’orrore

Con Suspiria di Luca Guadagnino, nei cinema dal 1° gennaio, la danza incontra l’horror. Un connubio fortunato, quello tra i due mondi, che ha illustri e macabri precedenti nel mondo della Settima Arte. Scopri i più inquietanti (e anche i meno famosi)…

Un fantasma muto e terribile

Tra i romanzi più adattati in ambito cinematografico c’è sicuramente Il fantasma dell’opera, pubblicato nel 1910 da Gaston Leroux. Diversi sono stati i film basati sull’omonima opera, compreso quello del maestro dell’horror italiano, Dario Argento. Ma, nonostante il trascorrere del tempo, la versione più riuscita è proprio la prima: Il fantasma dell’opera, diretto da Rupert Julian nel 1926 e con protagonista Lon Chaney, il più famoso attore horror dell’epoca del muto. La vicenda ruota attorno alla spaventosa figura di Erik, musicista terribilmente sfigurato che vive nei sotterranei dell’Opera di Parigi, e al suo amore per la bella Christine, in nome del quale compirà atti tremendi all’interno del teatro.

All’origine di Suspiria

Per la sua opera,  Guadagnino  ha tratto ispirazione dall’omonima pellicola di Dario Argento, Suspiria (1977), tratto a sua volta da un celebre romanzo di Thomas de Quincey. La vicenda si svolge all’interno dell’Accademia di danza di Friburgo, dove si trasferisce Suzy (Jessica Harper), studentessa americana desiderosa di apprendere l’arte del ballo dalla misteriosa e affascinante Madame Blanc (Joan Bennett).

In una claustrofobica e inquietante atmosfera, Suzy assiste a strani fenomeni e rituali, così come a morti inspiegabili e violente. Inizia così a sospettare che dietro la famigerata congrega di insegnanti, occultata dall’apparenza dell’arte, si celi una verità terribile. Suzy inizierà una pericolosa indagine, che la porterà al cuore di un oscuro e antichissimo segreto. Tra i film più riusciti di Dario Argento, Suspiria è diventato presto un cult, anche grazie a una scenografia dal cromatismo accesissimo e di una colonna sonora, quella dei Goblin, entrata nella leggenda.

Cigni, demoni e sessualità

Risale al 2010 Il cigno nero, firmato dal talentuoso Darren Aronofsky, con la splendida Natalie Portman nei panni della protagonista. Danzatrice gracile e insicura, Nina soffre per le attenzioni ossessive della madre, ex ballerina. Quando Nina riesce a ottenere l’ambita parte di prima ballerina nel celeberrimo balletto Il lago dei cigni di Čajkovskij sembra finalmente in grado di spiccare il volo. Da un lato, però, le continue pressioni del direttore artistico Thomas Leroy (Vincent Cassel) aggravano il suo stress psicofisico. Dall’altro, l’incontro con la conturbante Lily (Mila Kunis), altrettanto talentuosa sul palco, sembra risvegliare in lei una forza sopita per troppo tempo. In questa raffinatissima pellicola, Aronofsky analizza con eleganza e con il consueto mestiere il tema della scoperta di sé, dell’ambizione e dell’oscurità che alberga nei più nascosti meandri del cuore umano.

Adesso, a distanza di oltre quarant’anni dall’opera originale, l’Accademia di danza di Madame Blanc riapre i battenti: Suspiria, ultima opera di Luca Guadagnino, ti aspetta in sala dal 1° gennaio.  

2018-12-12T12:42:10+00:00
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