Tremate, tremate, le streghe son tornate…al cinema

Dopo il debutto al Festival di Venezia, Luca Guadagnino porta al cinema il suo Suspiria, rivisitazione dell’horror di culto firmato da Dario Argento nel 1977. Come quelle che popolano Suspiria, anche altre streghe hanno infestato il grande schermo: rivediamo le più iconiche.

Megere d’altri tempi

È il 1922 quando Benjamin Christensen, maestro del muto, realizza La stregoneria attraverso i secoli (1922). Capostipite del cinema danese, che per primo sperimentava sui giochi di luce nella messinscena, Christensen gira un film a metà tra documentario e finzione, attingendo dalla letteratura dell’epoca e filmando uno dei primi sabba del grande schermo. Giudicato scandaloso all’epoca della sua uscita, il film colpiva per i suoi toni cupi ed inquietanti, capaci di turbare un pubblico abituato a ben altre atmosfere.

Tutt’altro tono, quello della commedia brillante, ha invece Ho sposato una strega (1942), diretto da René Clair. La protagonista è una splendida Veronica Lake, nei panni di un’affascinante fattucchiera che decide di vendicarsi del giudice colpevole della sua morte. Ma, nonostante i piani sinistri, la fattucchiera finirà per innamorarsi di un discendente del giudice, dando vita ad una seria di incredibili avvenimenti.

La strega e la trasfigurazione del reale

Victor Fleming realizza nel 1939 Il mago di Oz, ad oggi una delle pellicole più amate di ogni tempo. La piccola Dorothy, interpretata da Judy Garland, si trova inspiegabilmente catapultata in un mondo fantastico, minacciata dalla perfida strega dell’Ovest (Margaret Hamilton), iconica megera dalla pelle verde e dal naso adunco. Nel viaggio di ritorno verso casa, Dorothy si troverà ostaggio di un sogno, in cui personaggi e situazioni sono rielaborazioni oniriche della realtà. Date le tematiche, non è un caso che Il mago di Oz abbia influenzato in maniera determinante la poetica di un altro gigante del cinema contemporaneo, David Lynch.

Una strega nostrana…

Anche Marco Bellocchio ha reso omaggio alla magia nera con La visione del Sabba (1988). La sensualissima Maddalena (Béatrice Dalle), che ha ucciso un uomo che ha tentato di violentarla, sostiene di essere la reincarnazione di una strega messa al rogo. Del suo caso si occuperà Davide (Daniel Ezralow), psichiatra in crisi coniugale che non sembra resistere al suo conturbante e misterioso fascino. Pellicola insolita per il regista piacentino, quest’opera di Bellocchio colpisce per l’accuratezza della scenografia e per il magnetismo sprigionato dal personaggio di Maddalena, che buca letteralmente lo schermo.

…ed una amatoriale (ma invisibile)

The Blair witch project, realizzato nel 1999 da Myrick e Sanchez, ha portato sul grande schermo la storia della strega di Blair, che popolerebbe i boschi della contea di Frederick, nel Maryland. Sfruttando la formula del falso documentario, il film segue le vicende di tre ragazzi che decidono di addentrarsi nei boschi proprio per accertare se la strega, anticamente accusata di aver rapito dei bambini, esista davvero.

Armati di telecamere, i tre protagonisti finiranno preda di un delirio claustrofobico: la strega resta invisibile, ma gli effetti della sua presenza sono più reali che mai!

La temibile Mater Suspiriorum predilige invece il parquet dell’Accademia di Danza ai boschi…preparati ad incontrarla al cinema con Suspiria, dal 1° gennaio al cinema.

 

2018-12-12T12:45:53+00:00
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